Cambiare il futuro

            Immagino che un uomo arrivato ormai nella parte finale del viaggio possa convincersi che la direzione sia ormai fissata, che lo sviluppo di quegli ultimi anni di esistenza su questa Terra sia stata determinata dalle decisioni e dagli errori del passato, che, in definitiva, non ci sia altro da fare che vivere quel poco di tempo che ancora si ha nell’ottica che quanto doveva essere fatto è stato fatto e non resta altro che tirare le somme. Io che sono relativamente giovane mi voglio illudere che, quando arriverò a un’età che mi ispirerà simili sentimenti e mi convincerò dunque che c’è poco da fare ancora, per qualche particolare congiunzione mi capiterà sotto gli occhi questo breve scritto che potrà finalmente aprirmeli e mostrarmi quanto mi sarò sbagliato. Continua a leggere

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Potere creativo della città distrutta

Quando diventate frequentatori abituali dell’aeroporto, a un certo punto iniziate a considerarlo un po’ una seconda (o terza) casa. Allora capita che passiate davanti alla libreria vicino al negozio di vestiti e vi soffermiate a guardare (cosa mai fatta prima) gli ultimi titoli pubblicati. Lunedì mattina i miei occhi si sono fermati su un libro dalla copertina azzurra e pacchianissima, con la rappresentazione di una palla di vetro con la neve e non col solito campanile del solito paesino pittoresco, ma con il Vesuvio, con una statua di San Gennaro e con la pizza. La palla di vetro è ritratta nell’atto di esplodere. Dopodiché ho letto il titolo “Allah, San Gennaro e i tre kamikaze” e ho pensato: che cretinata! Me ne sono andato verso il gate. Ma, mentre camminavo, ho iniziato a ridere dentro di me e dopo un po’ mi sono detto che se un titolo così bizzarro poteva farmi ridere nonostante io avessi deciso che era un titolo cretino allora, forse, il libro poteva valere qualcosa. Continua a leggere