Napoli senza il mare

            Consideriamo il trasporto pubblico a Parigi: possiamo suddividerlo in trasporto su ferro o su gomma. Lasciamo perdere, per ora, quello su gomma (bus e noctilien – un nome strano per dire ‘bus notturni’) e concentriamoci su quello su ferro: RER, metropolitana e tram. Infine prendiamo la prima delle categorie nominate, la RER. Si tratta di treni più massicci e meno veloci della metropolitana, che hanno i due capolinea fuori dalla zona metropolitana. Se volessimo fare un esempio a noi più vicino, potremmo riferirci alla linea 2 della metropolitana di Napoli, che parte a Castellammare o a Salerno e termina a Pozzuoli, ma da Gianturco a Bagnoli effettua un servizio metropolitano. Se a Napoli troviamo la linea 2 che ha le caratteristiche appena menzionate, a Parigi vi sono ben nove linee di RER. La più simile alla sorella napoletana è la fantomatica RER B. Le somiglianze non si limitano alle fattezze dei treni, ma si intrecciano in uno schema molto più profondo e – oserei dire – spirituale. La RER B è sempre in ritardo. Non solo. Nonostante vi siano enormi schermi LCD con tutte le informazioni d’interesse, non potrete mai essere sicuri di aver preso il treno giusto (infatti, proprio come la linea 2 di Napoli può arrivare sia a Castellammare che a Salerno o anche fermarsi a Torre Annunziata, la RER B ha più destinazioni). Una differenza c’è: a Napoli troverete sempre un controllore o un capotreno che, messo alle strette, alla fine vi darà una qualche informazione, a Parigi no. Continua a leggere

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