Un uomo buono

Chi è un uomo buono? Cosa lo caratterizza? Qual è la differenza tra lui e un altro uomo?Forse potremmo dire che un uomo buono è uno che non sbaglia mai, uno che sa sempre qual è la cosa giusta da fare e quando farla. Potremmo immaginare che l’uomo buono è colui che sa sempre dirti una parola buona o che non si arrabbia quando sbagli. Potremmo pensare che uomo buono è uno che non pratica il male, o ciò che è universalmente riconosciuto come tale.
Beh, in tal caso non esisterebbero uomini buoni. Perché non esistono uomini che non sbagliano mai. Non esistono uomini che non perdono mai la pazienza. Non esistono uomini che non fanno mai niente di male.
Nei limiti dell’uomo, nel fatto che egli è costituito da materia corruttibile, che a volte soffre di mal di pancia o di mal di testa, in questo risiede la sua umanità. Chi non accetta questa semplice realtà, non accetta sé stesso e nemmeno gli altri. Paradossalmente, chi ritiene di dover fare sempre cose buone per essere un uomo buono, non potrà mai esserlo.
Ma chi è allora un uomo buono? Secondo me, è uno che prova compassione. Non nell’osceno senso che la nostra società ci consegna, ma nel suo significato primigenio. La compassione fa di un uomo un uomo buono e, in definitiva, semplicemente un uomo. Chi si lascia prendere (appassionare) dall’altrui umanità e se ne lascia influenzare, quegli potrebbe essere un uomo buono. Chi non si dà pace finché a tavola non mangiano tutti. Chi resta in fondo alla fila per vedere se anche l’ultimo è arrivato. Chi non riesce ad accettare che ci sia vicino qualcuno che sta passando un brutto quarto d’ora.
E la cosa bella è che costui non si dispera per questi motivi: l’uomo buono, quello che riesce a vivere appieno il mondo che lo circonda, si mette in moto e cammina con gli altri. Potrebbe correre avanti. Fare grandi cose. Conquistare il mondo. E invece resta indietro, ad aspettare anche quelli noiosi che a nessuno interessano. Perché sa che il mondo lo si può conquistare solo se ci sono tutti. Che nessuno, assolutamente nessuno, va escluso. Che prendersi troppo sul serio non fa mai bene. E che, alla fine, quello che resta è con quante persone hai parlato nel corso della tua vita e non su quante hai avuto ragione.
Eccolo lì: sta tenendo il mondo intero sulle sue spalle e nessuno, nemmeno lui, lo sa o lo saprà mai.

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