L’ultima domanda

       Negli ultimi tre secoli è avvenuto un passaggio. Il mondo è davvero cambiato. I più credono che il progresso tecnologico sia stato il grande passo avanti compiuto dall’umanità. Si sbagliano. Completamente. In maniera quasi imbarazzante. La possibilità di strisciare il dito su un agglomerato di plastica, vetro e metallo producendo in questo modo una serie di effetti più o meno interessanti non ha spostato di un millimetro in avanti la storia evolutiva dell’Uomo (al massimo indietro…). La possibilità di accedere con un semplice tocco a quello che crediamo sia l’intero scibile (no, assolutamente non lo è) non ci dà alcun gran vantaggio rispetto ai nostri nonni, che non avevano strumenti simili ai nostri. E no, in queste righe non vogliamo fare la solita apostrofe contro il progresso tecnologico e l’avanzamento della scienza. Perché sembra che se non si dica bene della nostra società l’unica alternativa sia semplicemente dirne male. Ma siamo uomini. E tutto ciò che è umano ci appartiene.

       In queste poche righe vogliamo offrire una semplice riflessione. Una riflessione sulla domanda fondamentale. Su quella domanda che ancora oggi è dentro ciascuno di noi. Ma che abbiamo ricacciato dentro, in profondità e, in definitiva, abbiamo dimenticato. Una domanda che oggi è quasi vietato fare e farsi. Una domanda che fatta ad alta voce produce un imbarazzato silenzio negli astanti. Perché non conosciamo la sua risposta. E la nostra società ha rigettato tutto ciò che è inconoscibile. Possiamo parlare di tutto. Dire tutto quello che ci passa per la testa. Ma questa domanda no. Questa domanda non possiamo farla.

       E per esorcizzare completamente qualsiasi possibilità che l’ultima domanda sia posta abbiamo fondato una nuova religione. La nostra religione si chiama scienza e non ammette contraddittorio. Abbiamo fondato tutto il nostro essere sul principio della misurabilità. Se possiamo misurarla, allora la cosa in questione può essere discussa. Dunque tutto ciò che non è percepibile dai nostri miseri strumenti è fuori dal nostro interesse. E viviamo bene così. Non ci manca alcuna cosa. Nasciamo, cresciamo e moriamo. Ed è tutto qui. Amen.

       Secoli bui ci attendono se persevereremo a non farci la domanda. Tempi che non vedranno l’Umanità mutare. Finché non avremo il coraggio di farci e di fare l’ultima vera domanda.

       Dov’è Dio?

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