Disumanesimo

       Quando, tra mezzo millennio, vorranno dare un nome all’epoca in cui viviamo, le possibilità di scelta saranno poche; io credo nulle. Una sola parola descrive bene il nostro tempo: Disumanesimo. Ci pensavo qualche giorno fa, leggendo alcune pagine di un grande capolavoro, il “Don Chisciotte della Mancia”. Nel capitolo XXII si racconta un episodio che, al pari di quello dei mulini a vento, è da sempre scolpito nell’immaginifico comune: l’incontro e la liberazione dei galeotti. Il fatto in sé è semplice: il cavaliere errante e il suo fido scudiero incontrano dodici galeotti portati in catene alle galere del re e don Chisciotte li libera. L’effetto comico è assicurato dall’assurdità dell’azione e l’episodio viene riportato dalla maggior parte delle antologie come esempio della follia del cavaliere manchego.

       A me questo testo ha detto molto di più.

«Non appena Sancio Panza li vide, disse: – Questa è una fila di galeotti, di forzati, che il re manda alle galere. – Come forzati? – domandò don Chisciotte. – È possibile che il re usi forza ad alcuno? – Non dico questo – rispose Sancio, – bensì dico che è gente la quale per i delitti commessi è condannata a servire il Re nelle galere, per forza. – Insomma – replicò don Chisciotte, – comunque sia, questa gente, ancorché condotta, va per forza e non di sua volontà. – Appunto – disse Sancio. – Allora se è così – disse il suo padrone – qui c’incastra bene l’esercizio della mia professione: abbattere le prepotenze, soccorrere e proteggere i miseri.»

       Leggendo razionalmente le poche righe che ho riportato (consiglio vivamente di leggere l’intero romanzo), ci uniamo a Sancio e al Re e conveniamo: chi sbaglia deve pagare.

       Eppure un senso di insoddisfazione ci prende se limitiamo la nostra riflessione e la nostra sensibilità a quella di Sancio Panza. Il salto di qualità fa paura; il pensiero di don Chisciotte ci spaventa: è possibile che il re usi forza ad alcuno? Parafrasando: è possibile imporre la giustizia con la violenza? E subito dopo: abbattere le prepotenze, soccorrere e proteggere i miseri. Si dirà: ma quali miseri e miseri? Qui si tratta di delinquenti, ed è giusto che paghino per il male compiuto.

       Ma don Chisciotte guarda il mondo con occhi diversi. I suoi occhi, forse, sono gli unici a scorgere la realtà. Gli occhi di un folle vedono quello che gli occhi di milioni di assennati non riescono neppure a immaginare: delle persone in catene, per quanto possano aver sbagliato, sono persone che vivono uno stato di difficoltà. Delle persone che hanno sbagliato sono persone che hanno bisogno di capire dov’è l’errore: altrimenti, come faranno a correggerlo? E il cavaliere errante fa una scelta impopolare: sceglie di aiutare, invece che di punire; sceglie di liberare, invece che di allontanare dalla società.

       Quando ho letto queste righe mi sono detto: Cervantes era un genio. Aveva guardato più in là. E poi ho ricordato di un periodo storico chiamato Umanesimo: l’Uomo al centro dell’universo. L’Umanità che mette da parte tutti gli ammennìcoli imposti nel Medioevo e si inizia a guardare per quello che è e non per quello che fa.

       Oggi parlerei di un Disumanesimo imperante. Tutti noi abbiamo davanti agli occhi molti esempi di disamore verso l’Umanità dell’Uomo. Non voglio fare qui alcun riferimento, ma ognuno ha certo in mente tante situazioni. La domanda potrebbe essere: sarei disposto a cambiare punto di vista? A esser considerato pazzo pur di guardare con i miei occhi il mondo?

       In questa finestra virtuale troverete sempre riflessioni non convenzionali. Questo è un punto abàrico: un punto in cui l’attrazione gravitazionale della Terra viene completamente bilanciata da quella della Luna. Un punto da cui guardare il mondo senza essere influenzati dal (buon)senso comune.

Annunci

One thought on “Disumanesimo

  1. Il mio pensiero – suppongo abàrico – sui blog, su Facebook, WatsApp ecc., lo puoi immaginare; quindi non ti aspettare grandi interlocuzioni da me direttamente sulle tue pagine. Tuttavia solidarizzo d’istinto con una certa corrente di pensiero asimmetrico, con utopie destinate al fallimento, con vite votate al disagio e – facilmente – all’isolamento minoritario. Di là da questo, mi fa piacere che tu mi abbia messo in lista con altri scollati meditabondi con cui ti piace parlare, e almeno per questo ti voglio ringraziare. Non pensare/agire in piccolo e con ragionieristica prudenza, in qualunque campo, dalla Fisica (che non hai certo scelto per la sacra pagnotta) alla tua suicida considerazione per l’Umanesimo (che se non altro sostituisce validamente quella – ormai maestosa rovina – dello zio). Blog a parte, viva invece almeno internet (e Google, e GoogleBooks), che in 30 secondi, restando a casa al riparo dal caldo equatoriale, in preda a insopprimibile e morbosa inclinazione filologica, mi hanno permesso di appurare che Paulo Gimanoors non esiste, e che c’è ancora chi pratica poeticamente l’arte dell’anagramma.
    Ciao e buona navigazione.

    ZiP.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...